meditazioni tratte dalla Bibbia
“Gesù le disse: Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvazione vien dai Giudei. Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede”.
La Bibbia dal Vecchio Patto al Nuovo, il Vangelo ci parla dell’adorazione a Dio soltanto senza indugiare o alternative. Il culto a Dio è di precetto, ma lo si deve fare veramente, con espressioni sincere per la nostra riconoscenza in ogni cosa. In quei momenti che si verifica l'occasione – e non sono poche – per ringraziarlo, celebrarlo e adorarlo per la Sua grandezza. La Bibbia insiste sulla differenza fondamentale che vi è fra il vero culto e ciò che s'intende generalmente per religione. L'uomo vuol fare e portare qualcosa a Dio (le “opere”), e pensa che l'Eterno ne tenga conto passando così sopra le sue iniquità.
Dobbiamo invece capire che è Dio ad aver fatto il primo passo, col far grazia, e che a noi tocca solo credergli e rendergli il nostro culto per ciò che Lui è, e per ciò che ha fatto. Il nostro amore, che si esprime con la lode, non è altro che la giusta risposta al Suo dono. Noi l'amiamo perché Egli ci ha amato per primo... questo amore, ovviamente, deve trovare espressione nel nostro modo di vivere e agire (1 Corinzi 4:19). Il nostro testo dichiara di, "Adorare in Verità!", in altre parole: adorare veramente e seriamente Dio, e non per apparenza. La verità è caratteristica di Dio, che si è incarnata in Cristo Gesù. Giovanni 1: 1,14).
Quelli che difendono l’adorazione, mettendo da parte la dottrina della Parola di Dio hanno, in realtà, messo da parte il sacro fondamento della vera adorazione. "Essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna, e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno" (Romani 1: 25). “O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra! O tu che hai posto la tua maestà nei cieli. Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti tu hai tratto una forza; quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che hai disposte – che cos'è l'uomo che tu ne abbia memoria? E il Figliol dell'uomo che tu ne prenda cura?” (Salmo 8:1-4).
Paolo scrive, “Nessuno a suo talento vi derubi del vostro premio per via d'umiltà e di culto degli angeli affidandosi alle proprie visioni, gonfiato di vanità dalla sua mente carnale” (Colossesi 2: 18). “Siano confusi gli adoratori di immagini e quanti si vantano degl'idoli” (Salmi 97:7). “Infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l'ostinatezza è come l'adorazione degli idoli e degli dèi domestici. Samuele disse a Saulle, “Poiché tu hai rigettato la parola del SIGNORE, anch'egli ti rigetta” (Samuele 15:23). Restando fermi nei principi della Parola di Dio v’è gran premio.