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meditazioni tratte dalla Bibbia

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ALLA PORTA DEL TUO CUORE

Gesu è lo stesso...

Lettura biblica: Apocalisse 3:20

 

“Ecco, io sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco”.

 

Questo messaggio di Cristo alla Sua Chiesa rappresenta, non solo un invito per chi non conosce ancora il Salvatore, ma anche uno stimolo per quelli che hanno già accettato il Vangelo. Sì, esso è indirizzato soprattutto ai credenti che vivono l'ultima fase della storia della Sua Chiesa. Dio, nel Suo amore, mette ciascuno in guardia contro la propria autosufficienza e il modo di concepire la giustizia di Dio, rivolgendo un monito a coloro che si sono addormentati nella coscienza e chiudono il cuore agli avvertimenti della Sua Parola. E’ importante immedesimarci e comprendere quello che viene detto alla chiesa di Sardi: “All'angelo della chiesa di Sardi scrivi". “Queste cose dice colui che ha i sette Spiriti di Dio e le sette stelle, Io conosco le tue opere: tu hai nome di vivere ma sei morto”. “Tutti quelli che Io amo li riprendo e li castigo”; “Abbi dunque zelo e ravvediti” (Apocalisse 3:19). Egli è alla porta e picchia, e vuole entrare, ma quale scarso entusiasmo gli è mostrato! Se in noi c’è povertà o mancanza di forza d’animo, se mostriamo poca fede e sapienza, c’è invece il Signore, che è sempre pronto ad arricchirci della Sua grazia.

 Egli continua ad insistere ed è paziente finché non ci decidiamo ad aprirgli la porta del cuore, vuole colmare i cuori di gioia con la sua presenza. Gesù stesso… l’ha fatto sapere a noi, “Ecco, io sto alla porta e picchio: se uno udisse la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:20). Il Signore continua a bussare e a stendere le sue mani. Il profeta Isaia ricorda le compassioni di Dio verso Israele, “Ho steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri” (Isaia 65: 2). Gesù racconta una parabola di un amico che bussa alla porta di un terzo: “Se colui dal di dentro gli risponde: Non mi dar molestia; già è serrata la porta, e i miei fanciulli son meco a letto, io non posso alzarmi per darteli, io vi dico che quand'anche non s'alzasse a darglieli perché gli è amico, pure, per la importunità sua, si leverà e gliene darà quanti ne ha di bisogno” (Luca 11:7- 8). Non chiudiamo la porta lasciando Gesù fuori della nostra vita! Apriamo il cuore al Figliolo di Dio il nostro Salvatore. Egli desidera cenare con noi per farci partecipi di un’allegrezza perenne dove ci rivelerà i Suoi pensieri che ha avuto per noi dove ci comunicherà le proprie ricchezze, trasformerà la nostra vita proprio come ha promesso. Questa è la giusta posizione del credente. Come il salmista confidava, “Quanto a me, io confido nella tua bontà; il mio cuore gioirà per la tua salvezza, io canterò al SIGNORE perché mi ha fatto del bene” (Salmo 13:5).

 

 

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