meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: 1 Tessalonicesi 2:4
“Ma siccome siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare l'Evangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori”.
L’Apostolo Paolo dichiara questo per ricordare ai Tessalonicesi come lui si è comportato lungo tutto il suo ministero e quando ha portato loro l’ambasciata del Vangelo, la buona novella di Dio all’uomo. “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro” (2 Corinzi 5: 20). Questo suo esempio di condotta e d’etica cristiana doveva servire da modello, innanzi tutto, per i Tessalonicesi; poi per quanti si accingevano, a seguito di un’eventuale “chiamata”, a predicare il Vangelo. Soprattutto era un monito per tutti quelli che erano pronti a predicare, spinti solo dalla sete di guadagno. Questa non vuole essere un’auto difesa di Paolo, come molti pensano, ma un vero e proprio insegnamento di buona condotta, in linea con quello che Gesù insegnò ai suoi discepoli. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!” (Matteo 10: 8).
Dio ci ha investiti del ministero della Parola, affidandoci l’incarico della divulgazione del Vangelo? Allora si deve predicare con ogni fedeltà e sincerità; cercando non di adattare i nostri desideri e brame per vile guadagno e piacere a quelli che ascoltano, ma onorare il nostro servizio pastorale e missionario solo per piacere a Dio! Il denaro va sempre respinto, quando c’è un compromesso peccaminoso e simonia spirituale (Compravendita di cose sacre). Infatti, sono necessarie tra voi delle dissociazioni di pensiero per riconoscere quelli che sono approvati da Dio, in mezzo a voi, (1Corinzi 11: 19). Pietro lanciò una sentenza contro Simone esorcista, “Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con il denaro il dono di Dio” (Atti 8: 20). COSA SI PUÒ AVERE CON IL DENARO? - Con i soldi si possono comprare: un letto, ma non il sonno; il cibo, ma non l'appetito; gli ornamenti, ma non la bellezza; una casa, ma non una famiglia; le medicine, ma non la salute; il lusso, ma non la cultura; il divertimento, ma non la felicità; un crocifisso, ma non un salvatore; una sedia in chiesa, ma non il cielo...
Il modo di far denaro… anche facendo religione è stato comune fin dal principio, ma negli ultimi tempi sarà ancor più diffuso: “Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi” (2 Timoteo 3:2). “Essendo essi ricolmi d'ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, d'omicidio, di contesa, di frode, di malignità” (Romani 1:29). I giudizi umani che si possono proiettare per mancanza di conoscenza o ignoranza non toccano i giusti, ma chi fa male, “Or noi preghiamo Iddio che non facciate alcun male; non già per apparir noi approvati, ma perché voi facciate quello che è bene, anche se noi abbiamo da passare per riprovati” (2 Corinzi 13:7). Paolo a Timoteo… “Uno che va alla guerra non s'immischia in faccende della vita civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato” (2Timoteo 2:4).