meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica, 2 Timoteo 1:11-12
“… in vista del quale io sono stato costituito banditore ed apostolo e dottore”. “È anche per questo motivo che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto”.
Quello di Paolo sembra un’esaltazione personale, ma leggendo l’intero versetto della nostra meditazione è sì, un incarico lodevole dal punto di vista spirituale ed anche comprensiva, ma quante sofferenze. Apostolo, titolo dato a persone scelte e incaricate per una missione speciale, in veste di ambasciatore del mandante. Tali erano i dodici discepoli scelti da Gesù che dopo una preparazione adeguata ed esperienze fatte a fianco del Maestro. “Quando fu giorno chiamò i suoi discepoli e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di Apostoli” (Luca 6:13). Dopo la Sua resurrezione, sono inviati in tutto il mondo. “E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15). Tale appellativo indica anche quei credenti inviati da una comunità per svolgere una missione particolare, (Atti 13: 3).
Nella chiesa primitiva essi erano reputati gli unici in grado di insegnare con autorità e di gettare le fondamenta della Chiesa. Il loro ufficio non fu trasmesso ad altri, né poteva esserlo, in quanto era unico. Nessuno si può pertanto, arrogare il diritto di chiamarsi Apostolo, nel senso anzi detto; nondimeno, possiamo essere promossi a questo ministero e di qualche altro dono o carisma distribuito dallo Spirito Santo. “Ed è lui che ha dato gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori”(Efesini 4:11). Paolo fu chiamato all'apostolato (2 Corinzi 11: 5). Lui fu il primo di una lunga moltitudine di annunciatori del Vangelo per il popolo gentile scelti dallo Spirito Santo e mandati in tutto il mondo, questo continua ancora oggi. Paolo, si definisce Banditore, ossia chi legge ad alta voce nelle strade notizie d'interesse pubblico, promotore di un'idea, di una dottrina. Lo dobbiamo riconoscere dai suoi scritti che Paolo fu un banditore, un evangelizzatore oltre che, ovviamente, un apostolo.
“Perché se io evangelizzo, non ho da trarne vanto, poiché necessità mi imposta; e guai a me, se non evangelizzo!” (1 Corinzi 9:16). Possiamo seguire Paolo attraverso i suoi viaggi missionari e dare atto alla sua testimonianza. Pensiamo a una fra le sue tante imprese: “Egli dunque ragionava nella sinagoga coi Giudei e con le persone pie; e sulla piazza, ogni giorno, con quelli che vi si trovavano” (Atti 17:17). Era una vera e propria impresa ragionare con gente come quella! Paolo, imparziale, definisce così lui stesso e gli altri fratelli nel ministero, ma quello che è più importante è il riconoscersi come, al tempo stesso, pur sempre e solo “Banditore” della Parola di Dio. Chi possiede un ministero, un dono si limiti a sventolarlo, ma piuttosto provarlo! “Che cos'è dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Sono dei ministri per mezzo dei quali voi avete creduto” (1 Corinzi 3: 5). “Tutti hanno forse i doni di guarigioni”. “Parlano tutti in altre lingue”. “ Interpretano tutti?” (1Corinzi 12:30).
Questa ed altre meditazioni sono sul sito: Pastore evangelico Sergio Zucchi.