meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica, Giobbe 36:10-11
“… Egli apre così i loro orecchi ai suoi ammonimenti, e li esorta ad abbandonare il male, se, l'ascoltano, se si sottomettono, finiscono i loro giorni nel benessere, e gli anni loro nella gioia”.
Finire i nostri giorni sulla terra nel benessere fisico e gli anni nella gioia è desiderio di ognuno di noi. La salute fisica e una buona salute spirituale, sono una condizione di soddisfazione interiore ed ha come risultato: la speranza di gioia terrena e vita eterna. Con un equilibrio, psico-fisico e con l’aiuto di Dio ci riusciremo. Le varie disubbidienze alla volontà di Dio, non ascoltare i suoi ammonimenti, non fanno un lavoro positivo in noi, anzi, questo ci fa giungere allo stremo, ci impauriamo e andiamo verso una depressione per la coscienza che ci condanna. Il Signore ci esorta ad abbandonare il male: ascoltandolo e sottometterci a Lui; questo è l’unico rimedio efficace. “Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiamo confidanza dinanzi a Dio” (1 Giovanni 3: 21). L’Apostolo Paolo dice: “Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all'estremo; perplessi, ma non disperati” (2 Corinzi 4:8). Nel suo rientro in sé, l’individuo presto sarà confortato di nuovo dalla sua afflizione. Se l’uomo ritorna a servire il Signore, se s’impegna e piega la sua vita ad una condotta buona e coerente con la grazia che ha ricevuto, avendo un preciso scopo positivo, è salvo! Nel momento in cui l'afflizione è rimossa, e l’uomo continua a procedere nella buona “strada”, avendo una mente risvegliata dallo Spirito Santo, vivendo in obbedienza ai precetti e in particolare adora Dio, allora passerà di nuovo i suoi giorni in prosperità e gli anni nei veri piaceri.
La pietà, ossia la vera devozione a Dio, è l'unico modo sicuro per Il benessere dell’anima, corpo e spirito. Questa è una verità, e pochi sono quelli che le credono. Se noi serviamo Dio fedelmente, non abbiamo solo la promessa della floridezza, ma anche quella bella promessa della “vita” eterna. L’esperimento si realizza fin da ora e per il resto dei nostri giorni. Il conforto dopo la morte – quello che avverrà nella gloria di Dio – è un’incognita nei particolari, nondimeno lo desideriamo in maniera ardente, perché? Noi abbiamo il possesso di piaceri interiori, il conforto di una comunione con Dio ed una consapevolezza di quella pace… che quelli che vivono nel male fatto non l’hanno. Il credente… “Implora Dio, e Dio gli è propizio, gli dà di contemplare il suo volto con giubilo, e lo considera di nuovo come giusto”. “Ed egli va cantando fra la gente e dice, avevo peccato, pervertito la giustizia, e non sono stato punito come meritavo” (Giobbe 33:26-27). Se noi alzeremo il capo verso il cielo e ci convertiamo (Un dietro fronte alla vita peccaminosa) e ci dilettiamo in Dio, possiamo sperare nella vita eterna. Giobbe lancia un rimedio al giudizio di Dio, vale a dire, mettendo attenzione ai Suoi moniti. “Non ascoltandolo, periremo trafitti dai suoi dardi e moriremo per mancanza d'intendimento” (Giobbe 36:12). Il nostro miglior piacere deve essere quello di trascorrere gli anni rimastoci con Lui!
Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.