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meditazioni tratte dalla Bibbia

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DI CHI E' LA COLPA?

 Lettura biblica: Galati 6:4- 5 1124746352-jour-05-un-eternita-per-pensarci

 

“Ciascuno esamini invece l'opera propria; e allora avrà motivo di gloriarsi rispetto a se stesso soltanto, e non rispetto ad altri. Poiché ciascuno porterà il suo proprio carico”.

 

   Esaminare se stessi sul proprio e personale comportamento è doveroso e cristiano. Nella vita di tutti i giorni, in casa, al lavoro o per la strada, ricorrono molto spesso, nei ragionamenti, frasi come: è colpa sua, non sono stato io, io sono innocente! E così via. Sembra un ritornello quasi naturale e spontaneo scaricare le proprie colpe sugli altri e non prenderci mai le proprie responsabilità su ciò che accade intorno a noi. Questo tipo d’atteggiamento, così detto: scarica-barile, risale fin dalla prima caduta dell’uomo e della donna nel giardino dell’Eden. Dio aveva dato un comandamento preciso, ma non fu osservato, e avendo disubbidito si son dati la colpa l’un con l’altro, Adamo incolpò Eva e via di seguito. Ognuno di noi sa bene che nessuno di loro era innocente. Quanto sarebbe più salutare che ciascuno esaminasse l'opera propria con un giusto giudizio.

“Ciascun di noi esamini, invece, l'opera propria; e allora avrà motivo di gloriarsi rispetto a se stesso soltanto, e non rispetto ad altri” (Galati 6:4). Tutti noi se fossimo più ragionevoli è coscienti…, delle proprie azioni, davanti a Dio e ai nostri simili, fossero esse giuste o sbagliate ci risparmieremmo tante tribolazioni. Non facciamo come quell’uomo che in punto di morte disse a sua moglie “Cara, tu sei rimasta accanto a me nei momenti più duri e difficili: quando fui licenziato dal lavoro, quando andai in bancarotta e quando m’ammalai…, tu rimanesti sempre al mio fianco!”. “Dopo alcuni momenti la guardò negli occhi ed esclamò: vuoi sapere una cosa?” Tu mi porti sfortuna! E’ verissimo che, “Nella moltitudine delle parole non manca la colpa, ma chi frena le sue labbra è prudente” (Proverbi 10: 19). Smettiamo dunque d’incolpare gli altri e diveniamo responsabili delle nostre azioni; solo così mostreremo un’attitudine matura e cristiana. Se ci accade qualcosa… non diamo la colpa a Dio o al prossimo, ma rivediamo bene quale è la causa; allora… solo uno possiamo incolpare: noi stessi e il nostro modo di fare!

Confessando e riconoscendo le nostre colpe, saremmo perdonati e giustificati da Dio. Solo per il sacrificio di Gesù sulla croce che espiò per tutti… un numero infinito d’anime si troverà nella gloria del cielo. E’ scritto… “Ma piacque all'Eterno di fiaccarlo coi patimenti. Dopo aver sacrificato la sua vita in sacrificio per la colpa, Egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e l'opera dell'Eterno prospererà nelle sue mani” (Isaia 53: 10). Ci consoli la visione dell’apostolo Giovanni, “Dopo queste cose vidi, ed ecco una gran folla che nessun uomo poteva noverare, di tutte le nazioni e tribù e popoli e lingue, che stava in piè davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di vesti bianche e con delle palme in mano” (Apocalisse 7: 9). La colpa maggiore e imperdonabile è questa “Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Giovanni 3:19).

 

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