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meditazioni tratte dalla Bibbia

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EROI NON CI SI NASCE

EROI NON CI SI NASCE

 

Lettura biblica, Apocalisse 21:7-8  gioa

 

“Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliolo”. “Ma per i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi… la loro parte sarà nello stagno di fuoco e di zolfo”.            

 

    Per essere vincitori, dovrà pur esserci, necessariamente, un traguardo e solo dopo la vittoria vi è un premio: una coppa, una medaglia o una corona. Paolo afferma che lottava, ma non fingendo. “Io quindi corro, ma non in modo incerto” (1 Corinzi 9: 26). Nella Bibbia abbiamo un elenco d’eroi della fede che hanno dovuto superare grandi ostacoli, poi, hanno ricevuto il premio riservato ai vincitori. Esiste una differenza tra l'essere “Cristiani di nome” ed essere Cristiani vincitori: eroi ed eroine. Vincere significa non solo avere un riconoscimento di vittoria, ma aver combattuto con legittimità in ogni cosa. “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (Efesini 6:13). Marinai coraggiosi, imperterriti si dimostrano solo durante le tempeste. Grandi eroi ci si diventa nei conflitti e non nel riposo. Gli eroi e le eroine della storia non li troviamo in tempo di pace. Difatti la vera pace si può apprezzare, solo dopo aver attraversato delle difficoltà. In Gesù anche noi possiamo essere vincitori! Le giornate di pioggia sono indispensabili come le giornate di sole e le tempeste sono permesse da Dio con lo scopo di rinforzare, non di minacciare, non per distruggere, ma solo per metterci in grado d'avere fiducia in Dio e non per mettere in dubbio la sua saggezza.

   Dobbiamo nutrirci ogni giorno della Parola di Dio e non sostituirla con quello, che bombarda, ogni istante, il mondo esterno pieno di sfiducia, pessimismo e incertezze. E’ questo, il lavoro più arduo, che spetta ad ogni credente: demolire falsi pensieri e concetti accumulati nel tempo che escludono Dio. Correggiamo il nostro linguaggio: offensivo, piagnucoloso, e magari blasfemo riconoscendo solo la Parola di Dio come base e guida della nostra vita. L’apostolo Paolo, descrive ottimamente, ciò che intendo dire.  Egli, fu educato nell’osservanza della legge, possedeva tutte le qualità formative; eppure rifiutò tutta quella sapienza. “Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo” (Filippesi 3:8). “Affinché l'Iddio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per la piena conoscenza di lui” (Efesini 1:17). “O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il SIGNORE, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?” (Michea 6:8). La rivelazione d’all’alto illumina più della sapienza umana. “Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (Romani 8:37). In conclusione: “Gli eroi e le eroine della storia non li troviamo in tempo di pace”.

 

   Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.

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