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meditazioni tratte dalla Bibbia

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IL FAVORE DEGLI UOMINI

3475100791_9c91249ae1.jpg  Lettura biblica: Galati 1:10

 

“Vado io forse cercando di conciliarmi il favore degli uomini, ovvero quello di Dio? O cerco io di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo”.

 

    L’Apostolo Paolo percepiva un pericolo nell’umana approvazione del suo ministero ma egli non la cercava; voleva solo l’approvazione di Dio e non quella degli uomini. Ma vi erano falsi catechisti che cercavano gloria umana e quel che insegnavano non era il vero vangelo. Scrivendo ai galati, ammoniva: “Come l'abbiamo detto prima d'ora, torno a ripeterlo anche adesso: se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Galati 1:9). Ovviamente insegnava che prima di prendere qualsiasi decisione o di esprimere qualsiasi giudizio è doveroso mettere alla prova se il ragionamento udito sono da attribuire alla volontà di Dio oppure no. Quelli che ci hanno preseduto, secondo gli Atti degli apostoli, si confrontavano con le scritture per vedere se le cose stavano con quello che udivano.

Ogni evangelista o predicatore che sia, ha il desiderio di piacere agli ascoltatori cercando di essere accettato, ma la Parola di Dio avverte, “Che non sia convertito di recente, affinché non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo” (1Timoteo 3:6). Arrendersi a questa tentazione può prendere la forma di tolleranza per il male. Qualcuno ha detto: “Come messaggeri della grazia di Dio, dobbiamo respingere ogni forma di peccato”. Tali predicatori possono essere compromessi nell’utilizzo dell’adulazione da parte degli ascoltatori, e poi, parlando con inganno, per amore del denaro, per politica e lodi da chi lo circonda. “Infatti, l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori” (1Timoteo 6:10). Se questo succede è un danno irreparabile per la giustizia e integrità della chiesa di Cristo. Per questa ragione è essenziale che i nostri motivi, nella predicazione del Vangelo di Cristo, siano sempre giudicati buoni da Dio e non da altri.

E’ scritto che il ministro di Dio “Non deve essere dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso e non attaccato al denaro” (1 Timoteo 3: 3). I falsi profeti ci sono sempre stati e la Parola di Dio mostra come riconoscerli: “Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti.” (Matteo 7:20). “Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti, per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo” (1 Giovanni 4:1). La storia di Balaam, il falso profeta è proverbiale: dominato da interessi umani, dalla vanità e dall'orgoglio, fu ripreso dall’asina. “Allora l'Eterno aprì la bocca all'asina, che disse a Balaam: Che t'ho io fatto che tu mi percuoti già per la terza volta?” (Numeri 22:28). La Parola di Dio c’esorta a riporre la nostra fiducia in Dio. A quelli che sono ricchi in questo mondo ordina che non siano d'animo altero, che non ripongano la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo” (1 Timoteo 6: 17).

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