Lettura Biblica: Proverbi 11:1; 20:23
“La bilancia falsa è un abominio per l'Eterno, ma il peso giusto gli è grato. Il peso doppio è in abominio all'Eterno, e la bilancia falsa non è cosa buona”.
Téchel! Parola che significa: “Tu sei stato pesato con la bilancia e sei stato trovato mancante”
(Daniele 5:27). Davanti a me, una signora elegante nasconde alla vista del cassiere alcuni articoli prelevati dagli scaffali; per il supermercato, al momento del bilancio l'ammontare di questo
furto apparirà nella colonna "perdite", pudicamente chiamata "sopravvenienza passiva". Ma qualcun altro ha visto la manovra e l'ha registrata: Dio che vede tutto e sa tutto, ogni cosa è
annotata! Per Lui l’approfittarsi e desiderare la roba degli altri si chiama ancora furto: “Non rubare!" (Esodo 20:15).
La signora sarebbe certamente stupita, se si dicesse, che la fattura si eseguisse più tardi, non
dal direttore del suo supermercato, ma da Dio che, un giorno, aprirà i suoi "Libri contabili" ed eserciterà la giustizia in una maniera perfetta e chiara. Oggi, il buontempone in parte
onesto, sovente, considera un'ingenuità un tale atto, eppure, Dio non è cambiato dal tempo in cui, nella Bibbia, ha dichiarato che i non, del “Decalogo sono ancora attuali: Non
uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non attestare il falso contro il tuo prossimo. Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo, né il suo servo,
né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che è del tuo prossimo" (Esodo 20:13- 17).
Altrove è aggiunto; “Tu sei stato pesato con
la bilancia, e sei stato trovato mancante” (Daniele 5: 27). Egli, Dio, prende conoscenza di tutto, dal più piccolo rimasuglio dell'onestà fino alla frode su vasta scala. Dio aprirà il suo
libro dei conti per la signora del supermercato e per tutti indistintamente: “Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle
cose fatte quand'era nel corpo, secondo quel che avrà operato sia bene sia male” (2 Corinti 5: 10); e poi non pensiamo soltanto al giudizio futuro dal quale non si potrà tornare indietro; ma
anche a quello presente. Come si può raggiungere la vera felicità se non abbiamo una buona coscienza davanti a Dio e davanti agli uomini e la certezza della sua approvazione?
“Non sapete voi che se vi sottomettete a uno come servo per ubbidirgli, sarete servi di colui a cui ubbidite o del peccato che mena
alla morte o dell'ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:16).Le opere… non sono valide per essere salvati, ma sono presente
per essere giudicati! “E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono
giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere” (Apocalisse 20:12). “Il peso giusto gli è grato. Il peso doppio è in abominio all'Eterno”.