meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Giacomo 4:13
“Ed ora a voi che dite: oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo”.
Quelli che fanno previsioni o s’affidano a pronostici per il domani, del loro futuro positivo, più o meno lontano principalmente finanziario… la Scrittura ci avvisa che il domani non ci appartiene. Questa vita c'è stata data affinché noi potessimo avere comunione con Dio, conoscerlo e poi vivere con Lui per l'eternità. La nostra vita è un dono di Dio! E San Giacomo nella sua epistola, trattando questo soggetto, osserva: "Che cosa è la nostra vita?". Quella fisica è un vapore che dura solo per un tempo, ma quella spirituale, dura per l'eternità, non finirà mai! La vita è qualcosa di sacro, perché viene da Dio e un giorno dovremo rendere conto a Lui di quello che n’abbiamo fatto. “Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: "Io non ci ho più alcun piacere" (Ecclesiaste 12:3). “Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà” (Matteo 16:25).
Quelli che decidono di subordinare la loro vita nelle mani di Dio e spenderla per Lui amano la vita vera, e un giorno gioiranno nella presenza del Signore, che c'è l'ha data. L'uomo si crede libero, ma è schiavo delle sue passioni. Amare e vivere la vita con Dio è cosa assolutamente prioritaria. A chi non crede, tutto ciò sembrerà attitudine quanto mai inutile e banale: l’ateo cerca il suo bene nei piaceri mondani, invece di cercare il suo diletto nelle cose che appartengono a Dio. L’empio considera Dio come un nemico, invece di accettarlo come il suo migliore amico. ”Lunghezza di vita è nella sua destra; ricchezza e gloria nella sua sinistra“ (Proverbi 3:16). Il predicatore parla di un’esperienza negativa della sua vita e dice “Io presi in cuor mio la risoluzione di abbandonar la mia carne alle attrattive del vino, e, pur lasciando che il mio cuore mi guidasse saviamente, d'attenermi alla follia, finche io vedessi ciò ch'è bene che gli uomini facciano sotto il cielo, durante il numero dei giorni della loro vita” (Ecclesiaste 2:3).
Questo non fa altro che portare a conseguenze disastrose di mali interiori, di cui l'essere umano non è in grado, poi, di tornare indietro; il male lo acceca, falsa il suo senno e distrugge la volontà trascinandolo alla perdizione. L’ha detto Gesù ai suoi discepoli: “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà cento volte tanti, ed erediterà la vita eterna” (Matteo 19:29. Un vero e sublime guadagno è seguire Gesù. “Or la pietà con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno” (1Timoteo 6: 6). “Beato l'uomo che ha trovato la saggezza, l'uomo che ottiene l'intelligenza! “Poiché il guadagno che essa procura è preferibile a quello dell'argento, il profitto che se ne trae vale più dell'oro fino” (Proverbi 3:13-14).
Autore Sergio Zucchi