Lettura biblica: 2 Corinzi 4:3-4
“E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione, per gl'increduli, dei quali
l'iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinché la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio, non risplenda loro”.
L’Apostolo Paolo con la sua affermazione lancia una condanna per
quelli che sono increduli, ribelli e quindi perduti per sempre: “Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son increduli”. Egli parla di se stesso come di un uomo in
Cristo agevolato per aver ricevuto il Vangelo e “Strumento scelto per portare il nome di cristo davanti ai popoli, ai re, e ai figli d'Israele” (Atti 9:15), La sua chiamata al pentimento
e salvezza sulla via di Damasco per la visione di Gesù Cristo che gli parlò, poi ripieno dello Spirito Santo è chiamato al ministero, sopratutto per il popolo Gentile.
Il Signore parlando ad Anania, un discepolo della città di Damasco che si rifiutava d’incontrare Paolo, per la sua ferocia contro
i discepoli di Gesù, “Il Signore gli disse: Va', perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili” (Atti 9:15). Oltre le tante rivelazioni, testimonia
di essere stato anche rapito in paradiso per rivelazioni riservate a lui da parte di Dio. Le rivelazioni avute, probabilmente, riguardano il Vangelo di Cristo, riservate per testimoniare che
tutto è possibile a Dio. “Io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo” (Romani
8:18).
Il suo racconto, fatto ai fratelli della città di Corinto,
è stupefacente e avvincente: “Io conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu col corpo non so, né so se fu senza il corpo; Iddio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. E so che
quel tale (se fu col corpo o senza il corpo non so; Iddio lo sa) fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all'uomo di proferire. Di quel tale io mi glorierò; ma di me
stesso non mi glorierò se non nelle mie debolezze” (2 Corinzi: 12:2-5). In tutti gli scritti dell’Apostolo vi sono prove schiaccianti che Dio si è rivelato in Cristo Gesù agli uomini, prove
inconfutabili anche per quelli che negano l’esistenza di Dio, della Sua rivelazione agli uomini e prove indiscutibili per gli agnostici che non prendono per vere le dottrine cristiane e si
posizionano in contrasto al riguardo di Cristo venuto dal cielo.
Il loro atteggiamento di non riconoscere, tutto ciò che non è sottoponibile ai metodi delle scienze li
corrompe. I contendenti… agnostici, cinici e disinteressati ed anche i religiosi dovrebbero misurarsi con la verità del Vangelo che parla e colpisce la coscienza se non è incallita. Il “Vangelo
velato” è anche quando viene messo nelle mani di un lettore in una veste ridotta: privo dei "Fatti Apostolici e di tutte le Epistole" scritte per ammaestramento dei credenti, e per il perfetto
adunamento dei “Santi” (Efesini 4:11).