meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Salmi
23:6
“Certo, beni e benignità m'accompagneranno tutti i giorni della mia vita; ed io abiterò nella casa dell'Eterno per lunghi giorni”.
Questa vita c'è stata data affinché noi, in ogni tempo, avessimo comunione con Dio, conoscerlo e poi vivere con Lui, nella sua presenza e per l'eternità. La vita che viviamo ora sulla terra non l’abbiamo voluta ed architettata da noi, ma è stato un dono di Dio quindi non la disprezziamo! San Giacomo nella sua epistola, trattando questo soggetto della vita, osserva: "Che cosa è la nostra vita?" (Giacomo 4:14). Purtroppo quella fisica è un vapore che dura solo per un tempo, ma quella spirituale, dura per l'eternità, non finirà mai! La vita quindi, è qualcosa di sacro, perché viene da Dio e un giorno dovremo rendere conto a Lui di quello che n’abbiamo fatto. L'apostolo Pietro afferma: "Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal dire il falso, fugga il male e faccia il bene, cerchi la pace e la persegua” (1 Pietro 3:10).
Quelli che la custodiranno fisicamente, moralmente e spiritualmente, verrà il giorno che la godranno nella presenza del Signore illimitatamente, che l'ha donata. Nulla è dato per scontato, ma se diciamo, almeno, se Dio vuole.., la conserveremo colpendo il segno; “Ed ora a voi che dite: oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo” (Giacomo 4: 13-15). L'uomo si crede libero, ma è schiavo delle sue passioni. Amare e vivere la vita con Dio è cosa assolutamente prioritaria. A chi non crede, tutto ciò che fa gli sembrerà ispirazione, ma non così, ma quanto mai inutile e banale: l’uomo di mondo cerca il suo bene nei piaceri mondani, invece di cercare il suo diletto nelle cose che appartengono a Dio. L’empio, quando non riesce nei suoi intenti, considera Dio un nemico e non come amico e Padre. Egli non crede nella provvidenza di Dio preparata per l’uomo avveduto. “Lunghezza di vita è nella sua destra; ricchezza e gloria nella sinistra“ (Proverbi 3: 16).
Il predicatore parla di un’esperienza negativa della sua vita e dice: “Io presi in cuor mio la risoluzione di abbandonar la mia carne alle attrattive del vino, e, pur lasciando che il mio cuore mi guidasse saviamente, d'attenermi alla follia, finche io vedessi ciò ch'è bene che gli uomini facciano sotto il cielo, durante il numero dei giorni della loro vita” (Ecclesiaste 2:3). Questo non fa altro che portare a conseguenze disastrose di mali interiori, di cui l'essere umano non è in grado, poi, di tornare indietro; il male lo acceca, falsa il suo senno e distrugge la volontà trascinandolo alla perdizione. Gesù ha detto ai discepoli: “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà cento volte tanti, ed erediterà la vita eterna” (Matteo 19:29). “Questo è il mio luogo di riposo in eterno; qui abiterò, perché l'ho desiderata” (Salmi 132:14).