“Non usare il nome dell'Eterno, che è l'Iddio tuo, invano; perché l'Eterno non terrà per innocente chi
avrà usato il suo nome invano”.
Tra le tante cose di cui l’uomo abusa in questo mondo, c’è il nominare
invano e il bestemmiare il nome santo di Dio. Tra i nostri simili: ragazzini e uomini maturi, non v’è quasi mai alcun dialogo o incontro in cui non compare, frammischiato e spesso ripetuto, un
linguaggio volgare, sconcio o addirittura blasfemo contro Dio. Le coscienze sono diventate talmente indifferenti e sorde che, comunemente, nessuno si accorge più che il nome di Dio è pronunciato
fuori luogo e senza alcuna necessità nei vari ragionamenti ed anche nella preghiera e nella lode, anzi, alle volte elogiamo la persona che ripete e nomina spesso il Santo nome dell’Eterno,
ritenendola molto religiosa e civile.
Si racconta di una donna molto anziana che andò da un credente per chiedergli un favore, dopo
avergli esposto il suo problema con vari ragionamenti, dicendogli, “Non sa, signora, che in questo così breve tempo, ha pronunciato per ben sette volte il nome di Dio, senza che ve ne fosse stato
il minimo bisogno?” – No, io non ne so proprio niente! – Sì invece, aggiunse il credente, perché io le ho contate, quante volte, mentre lei parlava! “Il Nome” che lei usa così spesso, non se lo
dimentichi, nel caso che lei sentisse il bisogno di pregarlo per la salvezza dell'anima sua! La morale è la seguente… assolutamente, quando pronunciamo il nome di Dio, facciamolo solo per
invocarlo e ringraziarlo.
Nella Legge dell’Antico Patto, chi bestemmiava il nome di Dio, doveva esser messo a morte,
tutte le persone radunate lo dovevano lapidare. Straniero o nativo del paese, quando il nome dell'Eterno era bestemmiato da qualcuno, proprio per legge, c’era la condanna a morte! Questo era
l’ordine che Dio aveva dato al popolo d’Israele. “Chi bestemmia il nome dell'Eterno, dovrà esser messo a morte; tutta la comunità lo dovrà lapidare, sia straniero o nativo del paese, quando
bestemmia il nome dell'Eterno sarà messo a morte”(Levitico 24: 16). Oggi non avviene più quanto era
ordinato dalla Legge di Mosè (Nei dieci comandamenti), ma davanti a tale atteggiamento o davanti ad abitudini irriverenti, non possiamo mostrare approvazione e né, tanto meno, rimanere
indifferenti. Paolo non rimaneva insensibile davanti a quelli che abusavano del nome di Dio e che lo bestemmiavano, anzi condannava severamente, quei bestemmiatori erano condannati duramente.
“Fra questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare” (1 Timoteo 1: 20). Il nome di Dio è Santo! E va santificato e non profanato…
Gesù disse loro: “Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno” (Luca 11:2). “Come un padre
è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il SIGNORE verso quelli che lo temono”(Salmo 103:13).