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meditazioni tratte dalla Bibbia

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L'ANATEMA

Lettura biblica: 1 Corinzi 16:22-24 anatema.jpg

 

 “Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema. Marana tha. La grazia, del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore è con tutti voi in Cristo Gesù”.

 

   L’apostolo Paolo con un ammonimento degno di nota, dichiara: se alcuno non ama il Signor Gesù Cristo, sia Anatema! L’anatema lanciato da Paolo ai Corinti per i più: interpreti, chiese e gruppi religiosi ha il significato di scomunica o maledizione. L’anatema lanciato da Paolo non deve impressionare al punto di perdizione eterna. Semmai avvenisse di sentirci così: destinato definitivamente al fuoco eterno, giudicati al punto che non c’è più possibilità di redenzione non c’è nella Parola di Dio un cenno che siamo perduti. Noi, ed è vero… spesso abbiamo bisogno di parole di minaccia per avere uno scossone, affinché possiamo temere di più per il nostro futuro eterno. L’Apostolo Paolo, usa la parola “Anatema” anche in un’altra occasione riferendola a se stesso, “Io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne” (Romani 9:3). Il verso ventidue del nostro testo, dopo il punto fermo e dopo la parola “anatema“, vi è l’affermazione: “Marana tha” che si interpreta, il Signore è vicino o viene. La parola, anatema, nella sua etimologia significa propriamente, “consacrato per interdetto”. E’ detto che “Chi offre sacrifici ad altri dèi anziché solo al SIGNORE, sarà sterminato come anatema” (Esodo 22:20).

    L’anatema lanciato da Paolo significa sì, scomunica o maledetto, ma quando Paolo parla che egli stesso desidererebbe essere, anatema: separato da Dio…, non vuol dire separato per sempre. Per Paolo, l’anatema significa, essere separati da Dio finché non torniamo a Lui pentiti! In conclusione, quello che noi crediamo per scomunica o maledizione sia demolito… dalla parola: “Separato o non in comunione”. Riepilogando: “Chi non ama il Signore è separato da Dio”, ma non maledetto per sempre… come si vuol far credere. Leggendo questo passo scritturale, ci si spaventerà della durezza di quello che è scritto, ma se si torna a Dio? Altri la prenderanno per giustificare un loro allontanamento: da Dio come peccatore o addirittura accettano questo come una predestinazione eterna, ma non è così. La parola, anatema etimologicamente significa: messo a parte, separato!

   Quello che complica l’interpretazione della parola: “Anatema”, è il “Sia”, che suona come un’imprecazione! Ma se lo intendiamo come un atteggiamento personale, equivale a separazione. Di Caino è detto:“Caino si allontanò dalla presenza del SIGNORE e si stabilì nel paese di Nod, a oriente di Eden” (Genesi 4:16). Il figliol prodigo si allontano da casa e automaticamente si separò…, ma poi ci ripensò e ritornò verso la casa paterna rifacendo la stessa strada, con pentimento, che aveva fatto per allontanarsi. In conclusione del ragionamento, umilmente ammise il suo torto e si pentì. Paolo emise una condanna severa contro un tale dicendo… “Ho deciso che quel tale sia consegnato a Satana, per la rovina della carne, affinché lo spirito sia salvo nel giorno del Signore Gesù” (1Corinzi 5:5). Il salmista prega: “Sii il mio sostegno, e sarò salvo!” (Salmo 119:117).

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