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meditazioni tratte dalla Bibbia

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ACCETTARE LE OFFESE

Lettura biblica: Matteo 5: 39 contese

 

“Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra”.

 

    Il sermone fatto da Gesù ai discepoli come insegnamenti: morali e pratici, sono principi e regole che dovevano guidarli per tutta la vita. Il particolare descritto nel nostro testo, “Non contrastare al malvagio”, nel praticare questo sembra assurdo sia per i discepoli sia per noi…, inaccettabile per la reazione che sorge, quando si è offesi. L’offesa e il male fattoci fa montare in ira e scatena in ogni caso una vendetta. Chi non reagisce, secondo il pensiero comune è oggetto di critica e derisione da parte della totalità delle persone. Alla fine, però, ciò che è insegnato da Gesù è vantaggioso… non reagire è opportuno, affinché l’offesa non sfoci in una lite dalle conseguenze tragiche.

     Quello che Egli dice è sempre migliore di quello che è il nostro primo pensiero o reazione. Ogni individuo è, infatti, portato a fare sempre e unicamente il minimo indispensabile. Gesù, invece, insegna un metodo nuovo, una maniera migliore di agire nei confronti dei nostri simili. Non dice solo di fare il proprio dovere, ma di andare oltre. Non è certamente un dovere porgere l’altra guancia a chi ci percuote, dare anche il vestito a chi vuole toglierci il mantello, oppure fare un secondo miglio con chi ci costringe… (Matteo 5: 39-41). Gesù consiglia di fare tutto questo: “Non per dovere ma per amore”. I suoi discepoli d’ogni tempo avrebbero dovuto agire così, e così anche noi, come suoi discepoli! Dobbiamo esprimere amore anche verso i nostri nemici, non solo predicandolo, ma mettendolo in pratica. Paolo, è d’accordo, su questo principio cristiano, “L'amore è paziente e benigna” (1 Corinzi 13: 4). Prendiamo esempio da come agiamo verso i nostri figli: siamo pronti, addirittura, a cedere e farci togliere tutto… Non c’è, dunque, vero spirito cristiano se cerchiamo di reagire nel difenderci dalle offese e dalle calunnie.

      Ogni volta che rivendichiamo i nostri diritti, non agiamo come vuole Gesù. Il vero credente si studierà sempre che Gesù sia onorato, anche a costo di soffrire e morire per Lui. Il nostro comportamento mette in gioco l’onore o il disonore del Vangelo. Non ci aspettiamo sempre gentilezza dagli altri, ma cerchiamo di mostrarla noi a loro. Paolo consiglia, Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore” (Romani 12:19). Gesù sgridò i discepoli, quando volevano vendicarsi, (Luca 9: 54-55). Dopo detto molto sulle offese che spesso ci sono fatte, non dimentichiamo, come salvati per grazia, che Gesù ha perdonato tutte le offese fatte a Lui; offese non ritenute, ma espiate col suo sacrificio. “Il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione” (Romani 4:25). Si racconta che un soldato voleva impedire ad un predicatore di continuare a parlare puntandogli una rivoltella alla testa, il predicatore gli disse – “fai il tuo dovere, io farò il mio”, e continuò a predicare.

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