meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Isaia 59:13
“Siamo stati ribelli all'Eterno e l'abbiamo rinnegato, ci siamo ritratti dal seguire il nostro Dio, abbiamo parlato d'oppressione e di rivolta, abbiamo concepito e meditato in cuore parole di menzogna”.
In ogni tempo il peccato è prevalso sulla purezza, oppressione e di rivolta concependo ogni sorta di mali per la debolezza dell’essere umano. Il profeta Isaia, nelle sue profezie è sensibile e attento, con le parole e scritti, a non offendere il popolo e s’immedesima sempre con chi gli è intorno o a lungo andare per chi legge, per quanto riguarda la ribellione e l’abbandono dell’Eterno; difatti egli usa la frase: “Siamo stati ribelli all'Eterno e l'abbiamo rinnegato”. Secondo un famoso vocabolario, la parola apostasia significa: rinnegamento e abbandono, pubblico e solenne, della propria fede per seguirne un’altra; deriva dal greco e potrebbe essere tradotto anche con il termine, ribellione.
Originalmente questa parola si usava per indicare il comportamento del ribelle in campo politico; poi, il significato è stato applicato anche nel significato religioso.
Luca, nei fatti ’Apostolici scrive che Paolo fu accusato d’apostasia: ribellione nell’insegnamento. “Ora sono stati informati su di te (I capi della religione ebraica) che vai insegnando a tutti i Giudei sparsi tra i pagani ad abbandonare Mosè” (Atti 21:21). Il peccato d’apostasia non è tanto quello che gli uomini definiscono “abbandono di un sistema politico o religioso”, quanto l’abbandonare l’Eterno e ribellarsi alla Sua volontà. Per il profeta Geremia questa è l’apostasia: “Ma questo popolo ha un cuore indocile e ribelle; si voltano indietro e se ne vanno” (Geremia 5:23). “Essi non ascoltarono, non prestarono orecchio, ma camminarono seguendo i consigli e la caparbietà del loro cuore malvagio” (Geremia 7: 24).
Nel Nuovo Testamento la parola, apostasia, si trova solamente in due passaggi scritturali: nel primo, (Atti 21:21); l’apostolo Paolo viene accusato di insegnare il rinnegamento di Mosè, ossia l’abbandono della legge ebraica, (Esodo 31:18); in secondo luogo, (2Tessalonicesi 2:3). Il termine apostasia indica anche un avvenimento degli “Ultimi tempi”, quando ci sarà la manifestazione “Dell'uomo del peccato” (l’Anticristo). Paolo, fa riferimento all’abbandono della fede da parte dei cristiani, che negli ultimi tempi, aderiranno alla menzogna ed all’iniquità (2 Tessalonicesi 2: 11). Il termine apostasia in definitiva ha questo particolare significato religioso... - abbandono di Dio - “Lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori, e a dottrine di demoni” (1 Timoteo 4: 1- 2).
Per legge, il falso profeta doveva essere tolto di mezzo. “Quel profeta o sognatore sarà messo a morte, perché avrà predicato l'apostasia dall'Eterno, dal vostro Dio, che vi ha tratti dal paese d'Egitto e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, per spingerti fuori della via per la quale l'Eterno, il tuo Dio, t'ha ordinato di camminare. Così toglierai il male di mezzo a te!” (Deuteronomio 13: 5). “Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione” (2Tessalonicesi 2:3).