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meditazioni tratte dalla Bibbia

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BATTESIMO NELLA SUA MORTE

Lettura biblica, Romani 6:4 6141409726_a6845382cf.jpg

 

“Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita”.

 

   Noi siamo stati trasportati dalla morte alla vita, consacrando le membra del corpo come strumenti di rettitudine. Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo chiesero a Gesù qualcosa di particolare, rispondendogli gli disse: “Voi certo berrete il calice che io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato” (Marco 10:35, 39). Gesù parlava a loro delle sue sofferenze “morte” (Seppelliti attraverso il battesimo in acqua, ma anche risuscitati in novità di vita). Il peccato non deve più dominarci, perché non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia, ora siamo “schiavi” della rettitudine, “Dunque io e voi siamo morti, al peccato!”, Abbiamo promesso di servirlo ed ora siamo uniti da un vincolo, come credenti e come corpo di Cristo nella Sua morta, uniti a Lui per la vita eterna. Perciò, se tu ed io siamo credenti, siamo morti al peccato!

Conduciamo, di conseguenza, definitivamente questa vita con un corpo rinnovato, risuscitato in modo diverso dal passato! Ora siamo considerati da Dio come uomini morti in Cristo, il quale morì sulla croce per noi, quindi, considerati esseri che sono stati elevati in alto mediante la resurrezione di Gesù (Romani 6: 5-10). Il credente è morto con Cristo in virtù del battesimo d’acqua, figura della morte, per non peccare più, come è stato proclamato con la tua promessa; “Morire per non peccare e vivere per Cristo”. Qualcuno all'interno della chiesa, ai giorni di Paolo, ha pensato che oramai giustificati dal peccato, e di conseguenza ottenuto il perdono per grazia di Dio, non si avesse più bisogno d’essere occupati a resistere e a mortificare il proprio corpo per evitare di peccare; ma ciò non è per niente vero. Per prima cosa noi non dobbiamo più vivere nel peccato e poi non dobbiamo essere più com’eravamo prima, né dobbiamo perseverare in condotte scorrette e peccaminose: il nostro passato di vita scellerata, deve essere smessa, si deve dire basta perché è stato fatto ciò ad oltranza.

Camminiamo onestamente, come di giorno; non in baldorie ed ubriachezze; non in desiderio sfrenato e immoralità; non in contrasti e rancori; “Poiché basta l'aver dato il vostro passato a fare la volontà dei Gentili col vivere nelle lascivie, nelle concupiscenze, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, negli sbevazzamenti, e nelle nefande idolatrie” (Romani 13:13). “Benedetto sia l'Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, ad una speranza viva in vista di un’eredità incorruttibile, immacolata ed immarcescibile, conservata nei cieli per voi” (1Pietro 1:3-4). Ogni parte del nostro corpo e tutta la nostra vita dovrebbe magnificare il Signore. “Voi siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che è risuscitato dai morti” (Colossesi: 2:12).

 

 Nota; Per questa meditazione e tante altre vedi il sito: pastore evangelico sergio zucchi.

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