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meditazioni tratte dalla Bibbia

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BRONTOLII

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Lettura biblica, Ebrei 13:5

 

 “Non siate amanti del denaro, siate contenti delle cose che avete; poiché Egli stesso ha detto: Io non ti lascerò, e non ti abbandonerò”.

 

    Sapersi accontentare di quello che abbiamo e ricevuto per grazia è una nota distintiva: psicologica e indipendente dalle circostanze esterne cioè da tutto ciò che il mondo offre e che, purtroppo, offre troppo per le nostre tasche. Gli uomini anziché godere di quelle cose che ha…, e che ha ricevute da Dio e così viverle e goderle…, sempre si lamenta.

Uno dei più grandi esempi di contentezza e di gioia l'ho potuto constatare nella casa di una coppia che materialmente era povera, ma in loro si scopriva una ricchezza immensa che va oltre d’ogni consapevolezza umana e naturale. Costoro possedevano amore, pace, gioia e allegrezza, perché erano contenti della loro condizione: materiale, fisica, seppure molto precaria. Mentre, Invece, il maggiore malcontento, l’ho udito da persone che avevano tutto ciò che il mondo potesse loro offrire: denaro, una ricca casa ecc. Il nostro modello di vita non deve dipendere, dunque, dal punto di vista, di piaceri e desideri che nascono da una mente vanitosa e di possesso.

    Per quale ragione una situazione dà gioia ad una persona mentre fa annoiare un'altra? Senz'altro, nessuno ha attraversato tante prove e tribolazioni come l'apostolo Paolo; purtuttavia, egli era sempre felice. Il segreto stava nel fatto che aveva imparato ad essere contento nello stato in cui si trovava. Tutto dipende dal proprio punto di vista. Se paragonassimo la nostra attuale condizione di credenti a quella in cui ci saremmo trovati senza la grazia di Dio, ben presto piomberebbe in noi la gioia. L’Apostolo Paolo accettava con piacere le sofferenze alfine di comprendere quanto Cristo ha sofferto senza ribellarsi, e con lo scopo di conoscere la potenza della resurrezione. “Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte” (Filippesi 3:10). Se potessimo considerare le prove presenti alla luce dell'eternità, asciugheremmo subito le nostre lacrime. “Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo” (Romani 8:18). Non è così per le persone del mondo che, come giustificazione della propria incredulità, traggono occasione dai mali che affliggono l’uomo per asserire che è impossibile che esista un Dio di bontà. Tuttavia, Dio è amore! Ed è dimostrabile in tutte quelle famiglie che vivono dimorando in Lui. Leggiamo di un uomo di Dio consacrato e fedele: “Contristati, eppur sempre allegri; poveri, eppure arricchenti molti; non avendo nulla, eppur possedenti ogni cosa!” (2 Corinzi 6:10). “Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni” (Galati 5:19 -20). Lo scrittore del libro dei proverbi è stato un uomo che ha acquistato esperienza e quindi consiglia. “E' meglio un tozzo di pane secco con la pace, che una casa piena di carni con la discordia” ( Proverbi 17: 1). Siate contenti delle cose che avete!

 

   Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.

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