meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Ebrei 12:1
“Anche noi, dunque, poiché siam circondati da sì gran nuvolo di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l'arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù”.
La Bibbia è piena d’esempi di uomini di Dio che hanno corso come atleti spirituali e che hanno riportato un premio. Il muoversi velocemente, dà l’idea dell’atleta che intraprende una gara e la porta a termine. L’atleta si prefigge di partecipare e s’impegna con tutte le sue forze: si allena, fa dieta e quando si sente pronto si scrive e si presenta per gareggiare. La Parola di Dio, spesso con i paragoni fa capire meglio la consistenza di un'altra corsa, quella di perseverare per raggiungere un traguardo più ambito che qualsiasi altro, il cielo! L’atleta non si presenterà mai svogliato e incerto, ma corre per vincere… “Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, un’incorruttibile” (1 Corinzi 9:25). Si racconta dell’atleta John Stephen, che pur essendo ferito intraprese la corsa zoppicando e non si fermò mai…, ma la volle portare a termine ad costo.
Tutti conosciamo l’episodio dell’apostolo Pietro che cominciò a camminare sulle acque…, Pietro, però, non appena distolse lo sguardo da Cristo, immediatamente cominciò ad affondare e fu ripreso, "O uomo di poca fede, perché hai dubitato?" (Matteo 14:31). Non aveva Pietro la “parola” impartitogli dal Signore che gli disse vieni! Il che era per lui un sostegno sicuro, una base solida, più di qualunque altra sicurezza? Ma nel momento in cui il suo sguardo si distolse dal Maestro, cominciò ad affondare. Quelli che si trovano a navigare in un mare, anche un poco mosso, guardandosi attorno, vedono e sentono subito un qualche pericolo nellaandamento, ma perseverano…, magari lottando strenuamente con coraggio, sicurezza e speranza. Pietro, camminando, insicuro, sull’acqua pensa già alla sua fine e alla morte… il che lo fece esclamare, terrorizzato, "Signore! salvami!". Una distrazione, la paura di non farcela era la sua convinzione. Volgere lo sguardo su Cristo e tenerlo fisso su Lui è senz’altro la nostra salvezza: come l’atleta che ha lo sguardo fisso verso il traguardo.
La salvezza dei credenti, come la vittoria per l’atleta, è sicura per il sacrificio di Cristo e la sua resurrezione, Egli è la nostra vittoria, Paolo afferma e incoraggia di non avere paura… “Voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito d’adozione, mediante il quale gridiamo: Abbà! Padre!” (Romani 8: 15). L’espressione riguardando a Gesù… può avere molti significati: quello fisico, morale, e spirituale. Lo scrittore dell’epistola agli Ebrei, dice che dobbiamo riguardarlo come il perfetto esempio di fede, “il quale per la gioia che l’era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s'è posto a sedere alla destra del trono di Dio” (Ebrei 12:2). Gesù è il nostro esempio e modello in ogni cosa, “Perché a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha patito per voi, lasciandovi l'esempio, affinché seguiate le sue orme” (1 Pietro 2: 21).
Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.