meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: 2 Timoteo 1:12
“Ed è pure per questa cagione che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono persuaso ch'egli è potente da custodire il mio deposito fino a quel giorno”.
L’Apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo figlio in fede, mira ad incoraggiarlo nella missione difficile che compie come pastore d’anime e lo sprona a combattere per fede e lo invita a scuotersi “Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani” (2 Timoteo 1:16). Inoltre, gli ricorda che nonostante le sue sofferenze a causa della fede e della predicazione del Vangelo, egli lo fa senza vergognarsi… “Tutto questo, allo scopo di conoscere Cristo la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze e divenendo conforme a lui nella morte” (Filippesi 3: 10). Tutti dicono di conoscere e credere in Cristo, ma a che punto è il livello di fede e di conoscenza? Ci sono tanti che hanno notizia di Cristo solo per aver letto o per averne udito parlare e lo accolgono come un Cristo storico o lo definiscono un gran maestro e profeta.
Vi sono, poi, di quelli che hanno un’affezione emotiva per lui che è stato condannato ingiustamente, ma è pur sempre una debole conoscenza. Paolo, secondo la sua affermazione, ne ha conosciuto, invece, la potenza mentre era diretto nella città di Damasco: rimanendo cieco per qualche tempo…, dall’esperienza della visione…. Egli conosce appieno la potenza di Cristo. Negli Atti apostolici leggiamo di Paolo e della sua esperienza, “Egli, tutto tremante e spaventato, disse: Signore, che vuoi tu ch'io faccia?”. “Ed il Signore gli disse, lèvati, entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare” (Atti 9:6). Il persecutore dei cristiani aveva desiderio di volerlo conoscere in tutta la potenza della sua resurrezione e l’ebbe. Pertanto, vi sono tre modi in cui si può conoscere una persona; 1) Avere nozione dell’individuo per sentito dire. 2) Conoscerlo per essere stato con lui in qualche particolare circostanza, ma si tratta sempre di una conoscenza superficiale. 3) Conoscerlo per aver avuto contiguità per anni! Il vero discepolo conosce il Signore per il suo amore e magnanimità e cerca di conoscerlo sempre di più.
Senz’altro sorge in noi l’interrogativo: “Quale sarà il punto della mia conoscenza di Cristo?” Inizia a conoscerlo per la lettura della Parola di Dio (La Bibbia); e tu ti accorgerai mano, mano fino a conoscerlo teoricamente, poi, pregando lo conoscerai appieno per quello che compirà…, salvandoti! Sulla croce Egli ci liberò dai nostri peccati e risuscitando ci ha giustificati, affermando “Tutto è compiuto!” (Giovanni 19:30); “Così è della mia parola, uscita dalla mia bocca, essa non torna a me a vuoto” (Isaia 55:11). Non dimentichiamo, dunque, le opere che egli ha compiuto nella nostra vita e compie continuamente in noi malgrado che non ce ne accorgiamo. Paolo, poi, asserisce: “Allora, Lo vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto” (1 Corinzi 13:12).