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meditazioni tratte dalla Bibbia

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MOLTA GENTE VANTA LA PROPRIA BONTÀ

MOLTA GENTE VANTA LA PROPRIA BONTÀ

 

Lettura biblica, Proverbi 20:6; 1Giovanni 1:9 fariseo

 

Molta gente vanta la propria bontà; ma un uomo fedele chi lo troverà?” Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”.

 

     Quando Dio creò l'uomo, anche se usò della polvere della terra, lo fece perfetto, ma con la caduta quella creatura resa vivente, capolavoro di Dio, fu contaminata dal peccato da lui stesso commesso. Oggi le migliori azioni degli uomini sono macchiate ed insudiciate. L'uomo, purtroppo, non è neanche in grado di riconoscere la sua attuale condizione e, inutilmente, crede di piacere a Dio con le sue buone opere; ciò nonostante se almeno l’uomo si umiliasse sarebbe accolto amorevolmente, ma questo è rarissimo che accada. Difatti Gesù rimproverò i farisei del tempo raccontando una parabola per certuni che confidavano in loro stessi, d’essere giusti e disprezzavano gli altri. Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé”.” O Dio, ti ringrazio ch'io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; neppure come quel pubblicano, ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!” (Luca 18: 11 - 13).

   E' cosa buona e voluta dal Signore, amare e fare del bene al nostro prossimo, non essere “Rapaci, ingiusti, adulteri”, ma non per questo, si può pretendere di riparare il male, che tante volte si è perpetrato.  Per istinto l'uomo tende ad accusare gli altri con il se... e con i ma... egli cerca più di giustificarsi che di riconoscere il vero stato della sua vita, perduto per sempre. Dio, attraverso il Vangelo, ha tracciato “La Via” della salvezza, ma l'uomo persiste nel voler fare con le proprie forze. Gesù che morì sulla croce per i nostri peccati... fa l’invito a tutti: "Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi darò riposo" (Matteo 11:28). Solo allora l’uomo troverà una meravigliosa pace e riceverà per fede una nuova vita in Cristo.

   I comportamenti di vanto e di scuse si ripetono ancora oggi. Notate il linguaggio dei nostri progenitori dopo aver commesso il peccato di disubbidienza. “L'uomo rispose, la donna, che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato e l'Eterno Iddio disse alla donna: perché hai fatto questo? E la donna rispose: "Il serpente mi ha sedotta, ed io ne ho mangiato" (Genesi 3:12-13). Il giustificarsi e il vantarsi delle proprie giustizie, è il peccato peggiore dell’uomo!  Com’è scritto: “Non c'è nessun giusto, neppure uno” (Romani 3:10; Ecclesiaste 7:20). L’apostolo Paolo si vantava di essersi condotto nella verità, nella giustizia e con bontà per la grazia ricevuta da Dio. “Questo, infatti, è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza, che ci siamo condotti nel mondo, e più che mai verso voi, con santità e sincerità di Dio, non con sapienza carnale, ma con la grazia di Dio” (2 Corinzi 1:12). Dio, attraverso il Vangelo, ha tracciato la Via della salvezza, ma l'uomo persiste nel voler fare con le proprie forze.  

 

    Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi. 

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