meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Genesi 2:17
“Ma del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.
La morte è l'estinzione della vita e la distruzione o decomposizione del corpo. Per aver trasgredito il comandamento di Dio, i nostri primi genitori furono soggetti alla morte come condanna imposta. Dio disse: "Mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra donde fosti tratto; perché sei polveri, e in polvere ritornerai" (Genesi 3:19). Il comandamento era di non mangiare il frutto proibito. "Nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai!". Questa condanna di conseguenza è passata su tutti gli uomini. L’apostolo Paolo lo conferma: “Poiché, per mezzo d'un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v'è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Romani 5:12).
La morte fisica, come condanna, è piombata sull’intera razza umana, ma quella eterna la si può evitare, “Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti” (1 Corinzi 15:21). Il verso citato sopra non parla solo della morte, ma anche di un riscatto messo in azione da Gesù: la condanna eterna è per gli increduli, ma l’immortalità per i credenti, che sarà, “Manifesta con l'apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l'immortalità mediante il Vangelo” (2 Timoteo 1:10). Secondo un noto vocabolario la parola immortalità, è la costante sopravvivenza all’opera distruttrice o trasformatrice del corpo, “Dio ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità” (2Timoteo 1: 9); Paolo, con forte fede proclama “Io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che deve essere manifestata a nostro riguardo” (Romani 8:18). “La nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria” (2 Corinzi 4: 17).
Raggiungere una felicità perfetta mentre siamo nel corpo non ce la possiamo aspettare, ma pazientando avremo un premio. Comunque… noi credenti siamo al sicuro! “Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me!” (Salmi 23:4). Nel capitolo delle beatitudini, Gesù assicura che questa nostra esistenza ci riserva tribolazioni, ma dice anche di rallegrarci. “Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati primi di voi” (Matteo 5: 12). E’ difficile conciliare una vita d’affanni del presente, con quella felice del futuro ma Gesù affermò: “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più” (Matteo 6:33). Il materialista considera la sua vita soltanto fisica, ma la Parola di Dio afferma… “Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sia io, siate anche voi“ (Giovanni 14:3).