meditazioni tratte dalla Bibbia
PAURA DELLA MORTE
“… per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetta a schiavitù”.
Già parlare della morte fa drizzare i capelli ai mortali; ma perché? Perché la morte non è solo la fine della nostra esistenza, ma spesso condiziona e rovina la vita presente. Molta gente non riesce a godersi la vita per le sofferenze prodotte dalla scomparsa di una persona cara: un marito, moglie, figlio ecc; e quanti ve ne sono che non vivono più bene al solo pensiero di ammalarsi e morire. La morte esercita così una sorta di blocco mentale che in alcuni casi si traduce in una vera e propria schiavitù, naturalmente, per chi è succube di quel terrore. Qualcuno ha detto: la paura della morte uccide più che non le malattie e della morte stessa. “La paura degli uomini è una trappola, ma chi confida nel SIGNORE è al sicuro” (Proverbi 29:25). Valutando la religiosità della maggioranza degli esseri umani in base alla speranza di vita eterna e alle certezze che essa offre ai suoi praticanti, la percentuale sarebbe molto bassa. Sono moltissimi quelli che non vogliono neppure sentir parlare della morte. Ho notato spesso, che solo vedendo un carro funebre o un cimitero, incrociano le dita o toccano ferro e altri scongiuri non parlando, poi, dell'armamentario presente sulle auto: cornetti, coroncine e vari portafortuna.
Lo scrittore dell’Epistola di cui è tratto il testo, ci parla di Gesù, che con la sua morte e risurrezione ha sconfitto la morte e ci ha garantito l'eternità. Chi ha Gesù nel cuore ha la certezza della vita eterna e quindi non ha più timore della morte (1Giovanni 2:1-2). Di conseguenza, la morte ci strapperà l’involucro, ma il nostro spirito non perirà, ma passerà da questa vita terrena a quella celeste, nell'attesa della risurrezione del corpo. Ora sapendo questo, perché avere paura della morte? Si racconta che durante la prima guerra mondiale, un giovane soldato inglese, stando al suo posto di riposo, nella trincea; aveva appena finito di prendere parte ad una battaglia furiosa, stesse leggendo con la massima attenzione, il suo Nuovo Testamento, il Vangelo, che gli era così caro. Un ufficiale che passava di lì lo guardò… si fermò e gli disse: Perché perdi il tempo nel leggere un libro simile? Le sue teorie sono ormai superate! Non è un libro che un vero uomo deve leggere! Il soldato guardò l’ufficiale, e poi pacatamente ma fermamente rispose, tenendo in alto il libricino disse, “Signore…, questo libro, come lei lo chiama, mi ha insegnato a non temere la morte!” Il credente sa che la vera morte, annientamento, non esiste ed è proprio com’è scritto, “In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte” (Giovanni 8: 51). “Infatti, poiché per mezzo d'un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo d'un uomo è venuta la resurrezione dei morti” (1 Corinzi 15: 21).
Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi il sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.