meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica, 2 Corinzi 6: 9-10
“Come sconosciuti, eppure ben conosciuti; come moribondi, eppure eccoci viventi; come puniti, eppure non messi a morte; Come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa”.
Non è incompatibile, leggendo il Vangelo, per i veri discepoli e servi di Dio essere poveri, sconosciuti ed anche messi a morte. La storia racconta…, e tanti anche ora, gioiscono per la ricchezza di avere una vita piena nello Spirito. Paolo dichiara di possedere ben poco dei beni materiali, tuttavia come servo di Dio egli produce ricchezze spirituali. “A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo” (Efesini 3: 8). “Infatti, voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi” (2 Corinzi 8: 9). Paolo prende esempio dal suo modello: Gesù Cristo, e non si sconcerta per la sua condizione di ristrettezze, d’afflizione e povertà.
Paolo quando scrive le sue epistole alle varie chiese e credenti non fanno mai risaltare la sua miseria, ma prende spunto per incoraggiare i credenti ad una vita di “privilegio”. “…non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo” (Filippesi 4: 10-11). Egli proclama e annunzia le vere ricchezze, “A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo” (Efesini 3: 8). Tra gli insegnamenti di Gesù troviamo una delle più scioccanti asserzioni riguardo all’impossibilità dell’entrata nel Regno di Dio per persone ricche. Questa dottrina è legata alla storia del giovane ricco; Gesù, dopo la sua domanda, lo guardò nel viso, l'amò e gli disse: “Una cosa ti manca! Va, vendi tutto ciò che hai e donalo ai poveri e avrai un tesoro in cielo poi, vieni e segui me” (Marco 10: 21). Gesù, vedendolo, così triste, disse: “Quanto è difficile, per quelli che hanno delle ricchezze, entrare nel regno di Dio!
Perché è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio” (Marco 10:25). Pietro gli disse: “Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito. Gesù rispose, In verità, vi affermo che non vi è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figli, o campi, per amor mio e per amor del vangelo, il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figli, campi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna!” (Marco 10:28 - 30). Non trascuriamo mai di accettare che una dedicazione completa a Dio potrebbe portare ad una condizione standard. “La pietà, con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno” (1 Timoteo 6: 6). Il salmista soddisfatto afferma; “Gioisco seguendo le tue testimonianze, come se possedessi tutte le ricchezze” (Salmi 119: 14).