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meditazioni tratte dalla Bibbia

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RELIGIONE E RAGIONAMENTO

Lettura biblica, Salmo 40:10 235003259_50942264a5.jpg

 

“Io non ho nascosto la tua giustizia entro il mio cuore; ho narrato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua benignità né la tua verità alla grande assemblea”.

 

   C'è un’idea e risposta molto comune della gente nel mondo occidentale in campo religioso, specialmente in Italia quando si parla di Dio e si evangelizza. Non appena si fa cenno alla religione, ci si sente rispondere: io credo in Dio…, ma approfondendo il ragionamento la risposta è, "Tu hai, la tua religione io ho la mia!". L’idea che si ha della religione è qualcosa di radicato e individuale, ma sbagliato, che non se ne deve discutere né esprimere, partecipando agli altri la propria appartenenza o aderenza. Questa idea è pure alla base di un altro errore che è insegnato dai “Ministri”, che è il magistero preposto per l’interpretazione della Bibbia; che bisogna leggere soltanto quello consigliato, con l’imprimatur (Approvazione dello scritto da parte di un magistero), arcivescovo o prelato, atto ad affermare che è la sicura e buona lettura. Tutto questo fa dei “Cattolici”, specie degli italiani tanti ignoranti della Bibbia. Chi parla di religione o ne pratica i principi, al di fuori del suo segreto o nella chiesa, è un protestante, squilibrato e "rivoluzionario". La Parola di Dio invece insegna l'esatto contrario. Il nostro rapporto con Dio dovrebbe cambiare e condizionare tutta la nostra vita e si deve distinguere chiaramente, come luce e sale della terra.

   Ogni vero cristiano è fedele alla dottrina rivelata nel senso che la sua vita, tempo, denaro, comportamento e i suoi stessi pensieri. Tutto senza eccezioni è sottomesso al Signore. La sua prima missione è di testimoniare di Cristo, a quanta più gente è possibile. Dei Tessalonicesi si dice: “Questi furono più generosi di quelli di Tessalonica, in quanto che ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano così” (Atti 17:11). Il Salmista recita: "Ho raccontato la tua verità alla grande assemblea". Dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, i discepoli si radunarono per attendere la promessa fattagli da Gesù, “E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi” (Atti 2: 4). Automaticamente, sospinti da quella verità ricevuta si misero a parlare di Gesù, dove si convertirono tremila persone. “Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2: 41). I nuovi convertiti erano pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo d’allora conosciuto, (Atti 2: 9-11). “E la parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche una gran quantità di sacerdoti ubbidiva alla fede” (Atti 6: 7).  I Giudei avevano la “Legge” rivelata da Dio stesso per mezzo di Mosè. “Avevano contro di lui certe questioni intorno alla propria religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo affermava essere vivo” (Atti 25:19). “I pagani (Idolatri), come il re Agrippa definiva la verità predicata da Paolo, solo questioni e argomentazioni insensate” (Atti 26:24).

                           Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi. 

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