meditazioni tratte dalla Bibbia
RELIGIOSITÀ APPARENTE
“Giacché questo popolo s'avvicina a me colla bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lungi da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini “.
Il popolo d’Israele aveva davanti a Dio questa colpa, si avvicinava al Signore con le labbra: recitando preghiere e lodi per adorarlo, portando anche sacrifici da ardere, recava la decima nelle casse del tempio di tutte le entrate e guadagni, ma il loro cuore era lungi da Lui. Per questo Dio li rimprovera e non accetta le loro solennità; “I vostri noviluni, le vostre feste stabilite l'anima mia li odia, mi sono un peso che sono stanco di portare” (Isaia 1: 14). L'apparenza o bigottismo può ingannare gli uomini, ma non Dio. E’ proprio vero, come si dice: l’apparenza inganna, perché non sempre quello che si vede nell'esteriore corrisponde a quello che c'è dentro il cuore e questo può succedere anche al popolo, così detto e definito, cristiano. Oggi, purtroppo, conta molto la forma, e in certi casi ha la sua importanza, ma non certo nella sfera spirituale. Dio riesce a vedere tutto quello che c'è nel nostro cuore, conosce appieno i moventi delle nostre azioni. Il cammino cristiano è una cosa intima e seria che porta radici di una vera conversione e comunione con Dio. Se oggi sembra che tutto soddisfa per la nostra religiosità e non si desidera desistere dal modo d’agire, domani tutto sarà svelato. “L'opera d'ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l'opera di ciascuno" (1 Corinzi 3:13).
Dio non ci gradisce se abbiamo solo una facciata di religiosità. Tanti credenti sono molto scrupolosi nell'osservanza di regole e di feste relative alla religione, ma considerando la loro condotta si viene a conoscere che nella loro vita pratica di tutti i giorni, di Dio non c'è niente. Il giorno della festa di Pentecoste scese dal cielo lo Spirito Santo, tutti furono confusi, ma non i discepoli. “Or in Gerusalemme si trovavano di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d'ogni nazione di sotto il cielo. Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio” (Atti 2:5 -6). Dio desidera un popolo vero e sincero, che non solo onora con le labbra ma col cuore. L'ipocrisia religiosa è un aspetto della mancanza di conoscenza vera dell'amore di Dio. Solo un cuore che ha conosciuto veramente l'amore e la grazia di Dio può onorarlo, vale a dire: fuggire il male e separandosi dal peccato; in altre parole tutto ciò che ci rende schiavi. Quel che salverà l'anima dal giudizio UNIVERSALE, o giorno del Signore, sarà la conoscenza dell'amore di Gesù per mezzo dell’esperienza personale e del perdono dei peccati nel nome di Gesù…, Cristo ci ha amato ed ha pagato il prezzo di riscatto per noi tutti sulla croce. “L'uomo guarda all'apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore” (Samuele 16:7). Dio riesce a vedere tutto quello che c'è nel nostro cuore e conosce appieno i moventi delle nostre azioni.
Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.