meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Giovanni 4:34
“Gesù disse loro: Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua”.
Indubbiamente Gesù avrà recitato spesso e con tutto il cuore, le parole del Salmo preso per testo della nostra meditazione. Difatti è scritto, “I precetti dell'Eterno son giusti, rallegrano il cuore; il comandamento dell'Eterno è puro, illumina gli occhi” (Salmo 19: 8). Gesù per l’appunto disse, “Il mio cibo è fare la volontà di Dio”. Ma tra tutti gli ostacoli e sofferenze patite… quella che gli provocò più dolore che mai, fu quella di fare la volontà del Padre; quella era che maggiormente gli stava in cuore, per amore dell’umanità. Non sì può descrivere in modo più splendido che cosa è l'ubbidienza, se non si considera il rapporto che intercorre tra: il Figlio di Dio e il Padre Celeste. Nel mondo contemporaneo, nulla è rifiutato prontamente come il dover ubbidire ai genitori o a qualcuno, perché si pensa alla propria volontà.
Nulla è tanto desiderato sia dai giovani sia dagli adulti, quanto a poter decidere e disporre da soli. Chi non vuol più essere ubbidiente e sottomesso ad una “autorità” o alle autorità stabilite si attira su lui una punizione, “Perciò chi resiste all'autorità si oppone all'ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso ad una condanna” (Romani 13:2). Non deve meravigliarci, se poi la vita è priva di gioia, di forza, insipida e vuota. L'ubbidienza di Gesù era piena d’amore, di fiducia e del dono di sé alla volontà del Padre. Gesù ubbidì al Padre anche nel dolore, ma nello stesso tempo lo faceva con gioia. “E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi” (Matteo 26:39). “Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch'io lo beva, sia fatta la tua volontà” (Matteo 26:42). Per Gesù, ubbidire era un privilegio, uno slancio di gioia e non un’imposizione come dire un’ubbidienza da schiavo.
Egli ha potuto ubbidire al Padre che egli amava con tutta la sua anima. Egli dice con le parole del Salmista “Io prendo piacere a far la tua volontà, o Dio, e la tua legge è dentro al mio cuore!” (Salmo 40:8). Egli può compiere la volontà amorosa del Padre, la megliore e la più saggia volontà per l'intera creazione e per tutta l’umanità. Gesù può compiere la volontà di Colui, che tutte le schiere angeliche adorano giorno e notte, e alla cui saggezza e amore si piegano, chinando a terra i loro volti. Fare la volontà di Dio, era la somma gioia per il Figlio ed era quella la sua sorgente di forza e d’energia. Quindi… anche noi dobbiamo imparare di sottomettere totalmente la nostra volontà alla Sua…, quando i nostri desideri e progetti sono contrastati; proprio su questo, noi esperimenteremo quale sorgente di forza sia l'ubbidienza! (Filemone 21).