meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Giacomo 4:1
“Donde vengono le guerre e le contese fra voi? Non è egli da questo: cioè dalle vostre voluttà che guerreggiano nelle vostre membra?”
Dal giorno che l’uomo peccò trasgredendo l’ordine di Dio… nel suo cuore è nato un desiderio: Il sentimento senza ritegno, egoismo e guerra. San Giacomo, scrivendo ai credenti del suo tempo, inizia questo capitolo dell'epistola sotto forma di una domanda, cerca di far comprendere come può sorgere una guerra o situazione di conflitto: rivaleggio taciturno o armato tra i vari stati. Non parlando tra gruppi etnici, famiglie e fratelli. Egli parla di voluttà: intenso godimento fisico o spirituale con eccitazione e motivazioni assurde. Le guerre e contese ci sono sempre state e ci saranno fino alla fine, anzi si acuiranno sempre di più terminando con la battaglia di Harmaghedon, guerra finale del giorno del Signore… (Apocalisse 16:16).
I nemici d’Israele erano combattuti perché non gli lasciavano spazio di pacifica convivenza o di passaggio per raggiungere il luogo da loro desiderato: la terra promessa. Vien detto, “Poi ci voltammo, e salimmo per la via di Basan; e Og, re di Basan, con tutta la sua gente, ci uscì contro per darci battaglia” (Deuteronomio 3:1). La guerra che ne nacque non era, in questo caso, un’aggressione tipica di tanti popoli del passato ed anche di certe guerre recenti, ma solo una difesa. Naturalmente, Israele si armava per contrastare all’aggressione con armi uccidendo e facendo prigionieri. La guerra, per rendere schiavi dei popoli e, ogni altra forma di violenza, è sempre una conseguenza del peccato. Molike, ebbe a dire, anche una guerra vittoriosa è sempre una calamità nazionale.
Il cristianesimo fu introdotto nel mondo con l'annunzio angelico di “pace tra gli uomini”. "Pace in terra, benevolenza verso gli uomini!" (Luca 2: 14). Il cristianesimo, s‘oppone ai sentimenti di guerra per calmare gli spaventi insiti nella lotta vicendevole e per evitare i mali che implicherebbero: feriti, malati e prigionieri; promovendo gli arbitrati per pacifica convivenza. Il cristianesimo rivolge fiducioso lo sguardo ai tempi in cui "Delle loro spade, le genti fabbricheranno zappe, e delle lance falci" (Isaia 2:4). E si spera che "una nazione non alzerà più la spada contro l'altra nazione, e non impareranno più la guerra” (Michea 4:3; Gioele 3:10).
Gesù stesso parlò di guerre, in considerazione d’attacchi privi di discernimento nelle aggressioni e quindi insegna come comportarsi. Gli esempi, portati da Gesù hanno valore in caso di lotta e conflitti nel campo spirituale. “Qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare chi i vien contro con ventimila?” (Luca 14: 31). Gesù, ha insegnato ai suoi discepoli di comportarsi pacificamente con tutti “A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica” (Luca 6: 29). “È una gloria per l'uomo l'astenersi dalle contese, ma chiunque è insensato, mostra i denti” (Proverbi 20:3). “Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24).