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meditazioni tratte dalla Bibbia

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HAI TU MANGIATO DEL FRUTTO…

HAI TU MANGIATO DEL FRUTTO…   frutto

 

Lettura biblica: Genesi 3:11

 

“E Dio disse: "Chi t'ha mostrato ch'eri ignudo? Hai tu mangiato del frutto dell'albero del quale io t'avevo comandato di non mangiare?"

 

    Anche dopo che i nostri progenitori peccarono… Dio è cortese verso di loro. Adamo ed Eva pur vedendosi colpevoli, e lo si scorge da come si vedevano l’un l’altro cioè, in condizione di nudità e nascondendosi. Essi confessarono solo perché udirono la voce di Dio, altrimenti difficilmente avrebbero ammesso la loro colpa, nonostante la loro condizione di aver perso la “Gloria di Dio”, che si manifestava su loro: d’innocenza, purezza. Il giustificarsi, poi, per quello che essi avevano commesso, senza confessare sinceramente, lì rese ancor più colpevoli. La confessione “fatta” fu estorta da loro stessi. Dio si rivolse all'uomo dicendo: <Chi t'ha mostrato ch'eri ignudo? Hai tu mangiato dell'albero proibito? Dio conosce tutto di noi, ma Lui vuole saperlo da noi, e richiede una confessione sincera; non che lui vuol essere informato, ma affinché possiamo essere umili e schietti. Dio vuole richiamare alla memoria d’Adamo il comando che ha ricevuto! "Io, il tuo Creatore e Padre" ti comandai di non mangiare il frutto di quell’albero! Il Peccato appare, più che altro, grave nei confronti di Dio, allo specchio del comandamento; perciò, Dio, lo espone ad Adamo affinché consideri bene e ritenga giusta la condanna: Il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita., ” (Genesi 3: 17-19).

   Alla luce di tutto questo anche noi dovremmo guardarci e considerare la nostra vita nei confronti di Dio. La domanda rivolta alla donna fu: "Perché hai fatto questo?" (v. 13), la risposta della donna a Dio, non è una delle più coerenti al comportamento di chi è del tutto mancante; ma in ogni modo non gli fu inflitta una maledizione, anzi, la punizione fu ragionevole, "Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te" (Genesi 3:16). Per istinto l'uomo tende ad accusare gli altri dei propri errori. Egli cerca più di giustificarsi anziché di riconoscere il suo vero stato di ribellione Dio. Dio ha tracciato la via della salvezza per mezzo di Gesù, (Genesi 3: 15). L'uomo persiste nel voler realizzare e guadagnare la vita eterna con le proprie forze. Nel tempo che Dio creò l'uomo lo fece perfetto, ma dopo la caduta, la natura umana fu contaminata dalla trasgressione. Oggi le migliori azioni degli uomini sono macchiate, e Dio è scansato per la sua presunzione. Il saggio profeta Geremia, era consapevole già del difetto innato dell’uomo, “O Eterno, noi riconosciamo la nostra malvagità, l'iniquità dei nostri padri; poiché noi abbiamo peccato contro di te” (Geremia 14:20). Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta” (Ebrei 12:1). L’uomo cerca sempre di giustificarsi anziché riconoscere il suo vero stato di ribellione a Dio.

 

    Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio

 

 Zucchi.

 

 

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