meditazioni tratte dalla Bibbia
LA FILOSOFIA
Lettura biblica, Colossesi 2:8
“Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo”.
Nella Sacra Scrittura vi sono due riferimenti alla Filosofia, il primo citato dall’Evangelista Luca parlando degli Epicurei e degli Stoici, (Atti 17: 18) e l’altro citato da Paolo, vedi il testo della nostra meditazione. Paolo nel suo desiderio di far conoscere Gesù il Salvatore del mondo…, evangelizzando gli abitanti della città d’Atene scatenò forti discussioni nel mondo religioso e filosofico, alterato…, “dall’amore per il sapere” del suo tempo, d’allora già colmo di idolatria. Convocato... di recarsi nell'Areopago (Tribunale supremo dell’antica Atene per questioni politiche, filosofiche e religiose), per esporre più chiaramente quel che egli annunciava già in piazza ai soli filosofi, che altro non era: il Vangelo della grazia di Dio che essi non conoscevano. Questi filosofi, edotti in molte cose, non conoscevano le verità benefiche e profonde della “Parola di Dio”. “Alcuni dicevano, che vuole dire quest'uomo con le sue ciance? Altri, poi, dicevano, egli par essere un predicatore di divinità straniere; perché annunciava Gesù e la resurrezione dei morti” (Atti 17: 18).
Gli Epicurei e Stoici formavano due grandi scuole di pensiero, nel tempo Greco-Romano. Classi, però, opposte tra loro ed ambedue contrarie ai principi fondamentali del Cristianesimo. Per gli Epicurei, discepoli d’Epicuro di Samo, la teoria e pratica consistevano nel condurre una vita dedita ai piaceri, in tal modo ritenevano che la suprema felicità dell'uomo consistesse nel soddisfare i propri desideri umani e carnali. Gli Stoici, al contrario, insegnavano il panteismo: dottrina filosofica e religiosa che identifica Dio, inteso come principio supremo d’unificazione con la natura; ammettendo il fatalismo, la rassegnazione ed esaminando l’indifferenza e il disprezzo del dolore.
Pieni di superbia, come i farisei, gli esponenti delle due scuole non pensavano che a se stessi e ad acquistare gloria presso gli uomini. Queste due scuole, in comune, sostenevano che l'uomo aveva in sé sufficienti risorse per la propria salvezza. Paolo, contrastò la loro veduta sostenendo che l'uomo peccatore avrebbe avuto pace e salvezza solo in Gesù. Nella prima epistola ai Corinti si trova la grossolana e teorica espressione dell'Epicureismo, "Mangiamo e beiamo, perché domani moriremo” (1Corinti 15:32). E altrove… “Dov'è il sapiente? Non ha forse Dio reso pazzo la sapienza di questo mondo?” (1Corinzi 1:20).
Non senza ragione, Paolo, altrove ammoniva col dire, "Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo” (Colossesi 2:8). Aggiungendo ancora... “Non vi lasciate trasportare qua e là da diversi e strani insegnamenti; perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, non da pratiche concernenti vivande, dalle quali non trassero alcun beneficio quelli che le osservavano” (Ebrei 13: 9). “Quelle cose hanno, è vero, una parvenza di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo, ma non hanno alcun valore; servono solo a soddisfare la carne” (Colossesi 2:23).
Nota: Per questa meditazione e tante altre vedi sito, pastore evangelico Sergio Zucchi.