meditazioni tratte dalla Bibbia
Lettura biblica: Giovanni 7:4-5
“Nessuno fa cosa alcuna in segreto, quando cerca d'esser riconosciuto pubblicamente; Se tu fai codeste cose, palesati al mondo, poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui”.
Il nostro testo d’oggi mostra l’incredulità dei fratelli di Gesù per l’opera che svolgeva e la loro critica verso di lui. La stretta famiglia di Gesù, i suoi fratelli, non credeva in lui né al suo ministero spirituale. Lo scopo del loro agire era mosso, probabilmente, da un sentimento d’amore per lui. Un fratello, così caro com'era udirlo parlare dei grandi misteri di Dio, così apertamente e in pubblico li scandalizzava. Poi, il pericolo che correva per la sua rivoluzione d’idee, contro la religione del tempo e delle autorità ecclesiastiche, era dunque il caso di negarlo o fermarlo! Naturalmente, i suoi... non avevano ancora capito nulla dell’opera che Dio stava per fare tra loro e nel mondo, Le sue parole, la vita morale e santa, i segni miracolosi già operati non erano stati sufficienti per dimostrare loro chi veramente fosse.
Il "Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui" (Giovanni 7:5), non è tanto da giudicare perché vi sono ostacoli da superare proprio per la famigliarità o pressoché, gelosia. La storia di Giuseppe è molto indicativa. “Or Giuseppe ebbe un sogno, e lo raccontò ai suoi fratelli; e questi l'odiarono più che mai” (Genesi 37: 5). Non era per loro facile accettare il fratello, Gesù, come il Messia venuto dal cielo per salvare i peccatori; ciò, naturalmente, era difficile per i suoi parenti! Non aveva Maria, la mamma, svelato loro il gran mistero? Come era avvenuta la sua nascita? Nessuno come lei poteva essere informata di tutto fin dall’annunciazione. Sembra che, Maria taccia e conservi in se ogni cosa, “Or Maria serbava in sé tutte quelle cose, collegandole insieme in cuor suo” (Luca 2: 19). Un vero proverbio ricordato da Gesù detta così, “In verità io vi dico, che nessun profeta è ben accetto nella sua patria” (Luca 4: 24), questo è vero di più ancora nella propria casa e, quanto più ai nostri giorni, dove regna tanta incredulità.
Molti credenti, possono dire per esperienza personale, che essendosi convertiti, non è stato facile poter vivere insieme ai famigliari né condividere la testimonianza personale del cambiamento di fede e di vita. Chi vuol seguire con vivacità e zelo la volontà di Dio, deve aspettarsi, d’incontrare tanti ostacoli: da parenti, amici e concittadini. Avverranno, in questi casi, disaffezioni e distacco d’affetti anche tra genitori e figli come descrive il nostro testo. Il cristiano di fatto ha bisogno di stare in guardia contro le due parti: famigliari e amici; perché la cura delle relazioni umane e famigliari può farci dimenticare la vocazione che abbiamo ricevuto. L’uomo non riceve dai suoi: dal padre e madre un’eredità spirituale, ma solo per grazia e fede personale in Cristo. “Infatti, è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio” (Efesini 2:8).