meditazioni tratte dalla Bibbia
“Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto nei cieli”.
Il soggetto delle “chiavi” è il risultato di un dialogo avvenuto tra Gesù e i suoi discepoli, Pietro rispondendo prontamente ad una domanda fatta dal Maestro in senso generale disse: “Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente” (Matteo 16:16), e in riposta a questa affermazione di Pietro è scaturita la replica di Gesù: di beatitudine, di rivelazione, della pietra, della chiesa invincibile, delle chiavi del Regno dei cieli e dell’incarico di legare e sciogliere. Quelle chiavi, non furono consegnate a Pietro in quel momento, ma in seguito; notate il verbo posto al futuro: ti darò! Per legare e sciogliere… non è parlato di una sola chiave, ma di chiavi… del Regno dei cieli. Quello che Gesù, disse a Pietro, in seguito lo disse, a tutti gli altri discepoli. “Io vi dico in verità che tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo” (Matteo 18:18).
Non voglio scendere in polemica, ma mostrare ciò che è scritto nel testo biblico e ritengo ciò più che sufficiente; fare polemica quando è tutto chiaro non val proprio la pena, quindi metterò insieme solo quanto è scritto nel Vangelo. Il legare e sciogliere è un dovere e una benedizione per ognuno di noi; l’adoperarsi al perdono reciproco è imposto con le più solenni dichiarazioni, (Matteo 6: 14,15). "Se tuo fratello ha peccato contro di te, và e consiglialo ad accettare fra te e lui solo, se ti ascolta avrai guadagnato tuo fratello" (Matteo18:15). Il perdono è completo se permettiamo a Dio di usarci come un suo canale d'amore per quella persona. "Ma, se non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe" (Matteo 6:15). Perdonare è difficile, per non dire impossibile, per la nostra natura umana. Essa scuserebbe abbastanza facilmente, negli altri, un peccato che non ledesse direttamente, ma appena è contro di noi che ha agito male, gli serbiamo rancore.
Contro questa nostra tendenza naturale, si eleva l'insegnamento di Gesù. Egli c'insegna a perdonare con tutto il cuore, anche, se il nostro prossimo peccando contro di noi settanta volte sette, vale a dire, un numero illimitato di volte (Matteo 18: 22). Noi non siamo chiamati a giudicare, ma a perdonare. Parola di Gesù ai Farisei, “Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno” (Giovanni 8:15). Dio, in Cristo, ci ha resi giusti, quando eravamo indegni di perdono. In altre parole ci ha sciolto dalla schiavitù del peccato quindi sciogliamo anche dai legami chi ci circonda. Ci sono errori e peccati che scombinano le situazioni migliori della vita, ma siamo chiamati a non giudicare e condannare definitivamente…“Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato” (Luca 6:37; 2Corinzi 2:10). “L'odio provoca liti, ma l'amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12).